
BMW M3 E46 - Perfetta ancora oggi
Uno dei capitoli più appassionanti della storia di BMW è legato a una lettera: la M, la M di Motorsport.
Tra le prime tre versioni di M3, la E30, la E36 e la E46, quest’ultima è quella che esprime, a mio avviso, il migliore equilibrio, la prima era troppo vistosa, maschia, pericolosa…la seconda, forse, troppo poco, la chiusura del cerchio arriverà nel 2000 e rimarrà in listino fino al 2006, perfetta venti anni fa, perfetta oggi. Stop
La M3 E46 ha uno stile unico… si vede immediatamente che è di un’altra pasta, esteticamente fanno bella mostra di sè i parafanghi leggermente allargati, la bocca aperta sul muso, e le piccole griglie sui fianchi, pensate per dare sfogo ai bollenti spiriti del motore, ma una volta infilato il sei cilindri nel vano, nel reparto motorsport si sono accorti che non servivano.
Il lato B, poi, è quello che più tradisce la lettera M a cui ogni vettura bavarese ambisce: quattro scarichi che spuntano dal paraurti e quel piccolo spoiler sul cofano bagagli: basta uno sguardo e capisci con chi hai a che fare…
Senza dubbio la parte più nobile della M3 è il suo cuore pulsante, quel sei cilindri in-linea aspirato da 3.246 cc tirato a lucido dagli specialisti Motorsport è un capolavoro costruito a mano. Roba d’altri tempi!
È in grado di erogare 343 CV. L’obiettivo ambizioso era di superare la soglia dei 100 cv litro per quanto riguarda la potenza specifica, bene…la M3 E46 supera agevolmente quel valore In quel momento storico sarà uno dei motori aspirati con la potenza specifica più elevata al mondo, entrando cosi di prepotenza nel club delle migliori auto sportive.
Vale anche la pena sottolineare che la M3 E46 incorpora la tecnologia dei materiali compositi, con barre paraurti leggere realizzate in kevlar e fibra di carbonio, ciò rafforza la riduzione del peso senza compromettere l'integrità strutturale.
Una soluzione derivata direttamente dalle competizioni…la M cromata che brilla sulla carrozzeria è li a ricordare la sua anima sportiva.
La velocità massima della M3 è autolimitata a 250 km/h e a 100 all’ora , partendo da fermi, si arriva in 5,2 secondi.
Niente diavolerie elettroniche o la coppia di un moderno turbo che, oggi, svilupperebbe facilmente il doppio del valore, alla sua guida c’è solamente un urlo, quello del motore a 8000 giri…difficile resistere ad un’emozione del genere.
Completano l’esperienza una ripartizione dei pesi perfetta, 50 percento davanti e 50 percento dietro: questo è il suo segreto per un equilibrio perfetto.
Vent’anni fa l’elettronica non dominava, Il cambio era manuale, tuttalpiù c’era il robotizzato SMG di seconda generazione opzionale.
Poi, antisbandata e antipattinamento, basta, Il servosterzo idraulico, non elettrico… La trazione? Posteriore, con differenziale autobloccante M.
Il DSC (Dynamic Stability Control) sulla M3 E46 non è invasivo: se lo si lascia attivo vigila sulla sicurezza, quando lo si esclude è come prendere per mano la macchina.
La M3 era, ed è, un’auto che comunica, pur nella sua esuberanza, oggi ci sono 200 CV in più, ma ingabbiati da chip, algoritmi e software… siamo sicuri che sia meglio?
Articolo di Alberto Davoli
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